🌻…continuiamo il Diario di bordo del Giardino della LegalitĂ 

🌻…Diario di bordo del Giardino della LegalitĂ 
đź“ť”Il terzo giorno è iniziato con il consueto “BUONGIORNO” urlato ai quattro venti.
Il programma prevedeva un incontro sul tema del cyberbullismo, tenuto da Stefano, membro della polizia postale e rappresentante del sindacato SILP. Ci è stata proposta un’altra prospettiva di quel mondo virtuale e dei social che tanto affascina tutti noi. Ci sono state raccontate storie a tratti incredibili che ci hanno tenuto con il fiato sospeso fino alla fine: bisogna rendersi conto di quanto la nostra vita sia influenzata dal mondo dei social e di quanti rischi siano connessi ad esso; rischi spesso sottovalutati.
Nel primo pomeriggio ci siamo recati alla Villa per incontrare il professore Alessandro Naccarato, ex onorevole e membro della Commissione Parlamentare Antimafia. Ci ha messi a conoscenza di quali siano le organizzazioni di stampo mafioso presenti nel nord Italia. La domanda che ci siamo posti è questa: “La mafia esiste solo al Sud o riguarda anche noi?” Al contrario di quanto potessimo immaginare si è radicata in tutta la nostra terra, comprese le nostre piccole realtĂ  quotidiane. La cosa impressionante è che, nonostante la conoscenza pressochĂ© dettagliata delle dinamiche che riguardano la mafia sul piano teorico, essa non sia stata ancora estirpata. Gli aspetti processuali sono molto complessi e le tempistiche sono lunghe, sebbene di positivo ci sia che la magistratura possiede sempre piĂą mezzi per provare la colpevolezza dei membri delle organizzazioni mafiose e, prima o poi, arrestarli (come è successo a Felice Maniero). 
E’ seguito l’intervento di uno dei nostri coordinatori, Francesco Trotta, il quale ci ha presentato il libro “Mafia come M” scritto da lui in collaborazione con altri membri dell’associazione Cosa Vostra. Partendo dal libro ci ha coinvolti con domande e provocazioni in un confronto che ci ha fatti rendere conto di quanto la mafia sia presente nelle cose semplici, che a noi sembrano banali, come lo smaltimento dei rifiuti o l’appalto di strade e di edifici destinati a istituzioni pubbliche. E allora ci domandiamo: ”Ma come potrebbe oggi agire un mafioso nella nostra societĂ  senza essere scoperto?” La risposta è stata non solo inquietante ma anche preoccupante… “Potreste mai pensare che un mafioso possa fondare lui stesso o semplicemente fare parte di un’associazione antimafiosa per allontanare da lui ogni sospetto?” Ebbene è proprio così! 
Dopo una cena a base di cibo salutare, Eleonora ed Alice, due nostre compagne che fanno parte della Rete degli Studenti Medi, ci hanno illustrato le attivitĂ  di questa associazione attraverso un gioco che ci stimolava a prendere una posizione riguardo a questioni controverse, incitando un dibattito che si è protratto per tutta la serata. Bello come siano emersi pareri molto contrastanti ma ugualmente validi tra di noi, e come tutti abbiano trovato uno spazio per esprimere liberamente la loro opinione. 
E con questo BUONANOTTE! 
E tanta attesa per…”