Personale in appalto nei Servizi Sanitari dell’ULSS3. Tronco, Giordano, Busato: servono interventi urgenti per riportare le prestazioni nel Sistema pubblico

Nei giorni scorsi a seguito di disservizi prestati dalle cooperative che forniscono personale sanitario, il Dg Edgardo Contato ha annunciato una messa in discussione degli affidamenti stessi e una maggiore attività di controllo sulle prestazioni fornite. Disservizi che ricadono poi sul personale sanitario dell’Ulss già provato dall’emergenza e che deve rispondere anche di queste mancanze. In merito a questo fenomeno riteniamo che abbia assunto dimensioni tali che deve vedere un intervento immediato che a nostro avviso rischia di produrre un calo dell’assistenza a lavoratori e pensionati – dichiarano Daniele Giordano Cgil – Daniele Tronco Spi – Marco Busato Fp Cgil.

Dalle nostre verifiche risultano affidamenti di personale in appalto per circa 18 milioni di euro, una cifra molto significativa che denota come una parte importante di prestazioni dentro le strutture pubbliche sia affidata a soggetti privati.

Gli appalti di personale riguardano servizi fondamentali come quelli di pronto soccorso o di pediatria che devono essere invece servizi erogati direttamente dall’Ulss.

Questi affidamenti fanno emergere che ci sono professionisti della sanità sul mercato del lavoro che possono essere assunti dal sistema pubblico, e la Regione deve dare questa possibilità alle Ulss, dall’altro che i cittadini possono trovarsi a che fare con lavoratori che non dipendono dall’Ulss e su cui potrebbero emergere preoccupazioni rispetto alla garanzia che queste cooperative danno in merito alla professionalità e all’attenzione alle cure prestate.

A questo si aggiunge la possibilità vera e propria di controllare la qualità del servizio, delle prestazioni che viene affidata a soggetti privati che possono cambiare frequentemente il loro personale e che non è semplice integrare nel funzionamento delle strutture pubbliche.

Non sta certo al sindacato verificare se i lavoratori che prestano la loro attività per le cooperative abbiano i requisiti previsti, per questo riteniamo che proprio a tutela dell’immagine e della qualità del servizio sanitario pubblico chi ha la competenza debba fare al più presto questa verifica perché un conto sono i disservizi seppur gravi che si stanno verificando, e su cui devono essere presi precisi provvedimenti, altra cosa sarebbe addirittura una situazione fuori dalla legalità dove chi opera non ha i titoli per farlo o non possiede le specialità richieste.

Come Cgil, riteniamo che la Regione Veneto debba immediatamente porre un freno a questa pratica e indicare le modalità alle Ulss per risolvere il drammatico problema delle carenze di personale che non può essere risolto privatizzando parte del lavoro negli ospedali.

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