Il progetto della “Rete dei servizi di facilitazione digitale” ha l’obiettivo di colmare il gap delle competenze digitali di base possedute in Italia solo dal 46% della popolazione contro una media europea del 54%. Si avvale delle risorse del PNRR (misura 1.7.2 missione M1C1) che hanno messo a disposizione 135 milioni di € per creare 3000 presidi in tutta Italia e alfabetizzare almeno 2 milioni di cittadini entro il 2026.
Il finanziamento di 10 milioni alla Regione Veneto prevede l’attivazione di 234 centri di facilitazione digitale distribuiti su tutto il territorio regionale con l’obiettivo di alfabetizzare 188 mila cittadini.
Il Comune di Venezia, con la partecipazione al secondo avviso pubblico della Regione Veneto per l’avvio dei servizi di facilitazione digitale, è stato ammesso al contributo che ha consentito l’attivazione di punti di facilitazione digitale.
Le sedi di attivazione sono le Anagrafi di Mestre, Marghera e Favaro Veneto, l’Ufficio Relazioni il pubblico di Mestre e l’Acli di Marghera che terrà anche il corso gratuito di cittadinanza digitale.
Nel Centro Storico e Estuario nessun punto di facilitazione è stato attivato e tantomeno un corso di formazione a fronte di una popolazione di 75mila abitanti che ha gli stessi diritti dei cittadini residenti nelle sedi attivate.
Le risorse, anche in assenza di adeguati fondi della misura1 del PNRR, erano sicuramente reperibili su un bilancio comunale di circa 2,3 miliardi di €uro al fine di soddisfare le esigenze formative dei cittadini veneziani e rendere effettivo il diritto all’alfabetizzazione digitale previsto dall’art. 8 del Codice Amministrazione Digitale (CAD) che recita “Lo Stato le Regioni e le autonomie locali promuovono iniziative volte a favorire la diffusione della cultura digitale tra i cittadini con particolare riguardo ai minori e alle categorie a rischio di esclusione…”.
Gli interventi e i finanziamenti di alfabetizzazione digitale in corso sono, tuttavia, insufficienti ad affrontare una emergenza causata dal divario tecnologico “digital divide” tra chi può interagire e utilizzare gli strumenti tecnologici con internet e chi non è in grado o non può stante l’impossibilità di dotarsi di un computer, di unosmartphone, di un tablet e di una stampante .
Gli Osservatori di INPS e ISTAT hanno messo in luce che:
- 29,5% dei pensionati (circa 4,8 milioni) non raggiunge 1000 € al mese.
- 9,7% (circa 5,7 milioni) di individui (sul totale degli individui) sono in povertà assoluta;
- 18,9% della popolazione è a rischio povertà per mancanza di un reddito adeguato.
Le statistiche sulla popolazione rilevano ulteriori dati utili alla comprensione dell’emergenza ed i particolare sulla fascia di età over 65 che sono il 24,3% a livello nazionale, nel Veneto si registra il 24,5%, nel Comune di Venezia il 28% e il 32% (24000 cittadini) per Il Centro Storico e l’Estuario.
Anche le identità SPID erogate al 12 gennaio 2025 da tutti i gestori assommano a 39,5 milioni con un resto di 19,5 milioni di cittadini composto da over 65 e fascia di età 0 -17.
Da quanto rilevato statisticamente emerge che una parte significativa della popolazione rischia di rimanere ai margini di esser esclusa che non riguarda solo l’uso delle tecnologie ma anche i diritti di cittadinanza.
Per includere allora è necessario individuare e analizzare soprattutto i bisogni delle persone anziane per costruire risposte adeguate e diversificate attraverso percorsi formativi ma anche sportelli fisici dedicati a persone anziane non in grado di utilizzare le tecnologie.
Le collaborazioni avviate per l’apertura dei punti di facilitazione digitale possono ulteriormente svilupparsi nel futuro con Patronati e Associazioni senza scopo di lucro per la tutela del diritto di cittadinanza e fare una Venezia digitale a misura d’uomo.



