Sciopero generale! Insieme per modificare la Legge di Bilancio su Precarietà, Pensioni, Fisco e Lavoro

Una manovra che affronta solo una parte dei problemi che riguardano lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate. Alcune prime risposte frutto delle iniziative sindacali unitarie di questi mesi, come il ripristino della rivalutazione sulle pensioni, l’intervento che incrementa il fondo nazionale sanitario, quello sulla domiciliarità, quello sugli ammortizzatori sociali, un primo passo per dare al paese una legge sulla non autosufficienza. Ma di fronte ad una manovra di carattere espansivo si poteva fare molto di più.
Occorreva più coraggio per rispondere al forte disagio sociale che attraversa il paese e che la pandemia ha accentuato producendo ulteriori disuguaglianze, allargando la povertà, un lavoro precario e malpagato che colpisce le nuove generazioni. Si è scelto di non affrontare la grande evasione fiscale e non si sono messe le basi per colpire un crimine sociale gravissimo. Perché chi evade toglie tutele e diritti ai cittadini meno abbienti e riduce le protezioni sociali. L’intervento sul fisco non corrisponde a sufficienza al differenziale tra redditi poveri, sia da pensione che da lavoro, da quelli ricchi. Era necessario uno sforzo maggiore e tangibile verso i redditi bassi.
Siamo quindi ancora di fronte, nonostante qualche sforzo, ad una profonda ingiustizia sociale che non può non essere rappresentata di fronte a tutti, in particolare verso il governo e le forze politiche che lo rappresentano. Le ragioni della mobilitazione sono dunque rappresentate dalla crescente disuguaglianza sociale che si addensa nella società, nel mondo del lavoro, tra i pensionati poveri, i lavoratori ed in particolare tra le donne e le nuove generazioni.
Lo sciopero è uno strumento di protesta e di partecipazione sociale che se ascoltato, in primis dalla politica e dal Governo, può rappresentare un avanzamento del confronto democratico tra i soggetti della rappresentanza sociale e quelli della rappresentanza politica istituzionale. Il confronto con le parti sociali non lede l‘autonomia delle forze politiche e parlamentari, anzi avvicina la politica al paese ed ai bisogni di una parte importante della società, quella del lavoro.
La forza del confronto muove dall’autorevolezza e dalla consapevolezza di quanto i cittadini, i lavoratori, i pensionati italiani in questi due anni hanno sofferto, facendo sacrifici, stringendo la cinghia per il bene del nostro paese. Queste persone ora vogliono risposte più concrete, vogliono uno sforzo politico che li riguardi.
Per queste ragioni sosterremo e parteciperemo come pensionati e pensionate a tutte le iniziative indette nella giornata del 16 dicembre.
Ivan Pedretti, Segretario generale SPI Nazionale

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