Sentenza della Corte Costituzionale. Una svolta a favore dei più deboli

E’ stata depositata la recente Sentenza della Corte Costituzionale (n°. 152/2020) dichiarante “illegittima” la norma della Legge 448/2001, norma che dispone una misura ridotta dei benefici per gli Invalidi Civili totali con età fra i 18 e i 60 anni.
La sentenza rappresenta una vera svolta in materia di politica assistenziale a favore degli Invalidi Civili totali, destinata a fare storia perché tocca la materia particolarmente sensibile della salvaguardia del diritto a una vita sostenibile per le persone più svantaggiate.
Per questo, l’attenzione con cui si guarda alla sua attuazione è pienamente giustificata e richiede risposte nel tempo più rapido possibile.

Il Decreto Legge 34/2020 – all’articolo 89 bis – ha stanziato circa 50 milioni di euro finalizzati a dare attuazione al dispositivo della sentenza. Si tratta di una cifra simbolica, in attesa che gli approfondimenti in corso definiscano meglio il quadro di riferimento.
La sentenza afferma che la risposta al grave disagio in cui versano le persone totalmente inabili – in condizioni di gravità non reversibili – non può essere subordinata al raggiungimento di una soglia minima di età.

In sostanza, la Suprema Corte ha stabilito che il limite di 60 anni per accedere alla maggiorazione del trattamento base è incostituzionale e come tale non è più valido, in quanto la limitazione delle persone interessate “discende a monte da una condizione patologica intrinseca e non dal fisiologico e sopravvenuto invecchiamento”.
La Corte ha altresì affermato che “resta ferma la possibilità per il legislatore di rimodulare la disciplina delle prestazioni vigenti purché sia garantita agli invalidi civili totali l’effettività dei loro diritti riconosciuti dalla Costituzione”.

Nei prossimi giorni sia il Governo sia l’INPS dovranno fare chiarezza su tempi e modalità con cui dovranno dare attuazione alla sentenza.
Per parte nostra, come SPI insieme alla CGIL e all’INCA, faremo tutti gli approfondimenti necessari in modo da poter incidere sulle scelte che verranno fatte e, soprattutto, per offrire a quanti si rivolgeranno alle nostre Sedi il massimo dell’assistenza necessaria. Perché lo SPI c’è.

A cura di Piergiorgio Carrer, responsabile Dipartimento Previdenza SPI CGIL Metropolitano Venezia