Città, Pnrr, digitale

I ritardi e le carenze digitali dell’Italia da tempo rilevate dalla Commissione Europea con l’indice DESI (monitoraggio dei progressi sulla digitalizzazione), già riportato su “Il nostro tempo” ha collocato il nostro paese, nel 2021, al 20° posto nella graduatoria generale degli Stati membri e al 25° posto nell’area delle competenze digitali.

All’indice DESI si sono aggiunti e perfezionati nel nostro paese ricerche e analisi utili alla comprensione delle trasformazioni digitali nelle città e nei territori.

L’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, nell’assumere l’impostazione del DESI Europeo, ha prodotto dal 2016 un “DESI Regionale” per focalizzare non solo i progressi della digitalizzazione ma anche il divario e i ritardi tra le regioni.

La migliore performance a livello generale, sui dati del 2019, è della Lombardia con un punteggio di 72 su 100, mentre con un punteggio di 18,8 la Calabria ha il punteggio più basso. Le regioni sopra la media sono Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia-Giulia, Veneto, Liguria, Piemonte, Provincie Autonome di Trento e Bolzano, Lazio, Toscana e Umbria. Tulle le restanti regioni del Mezzogiorno hanno il punteggio sotto la media. Nel dettaglio delle aree dell’indice generale la Lombardia è la migliore per “capitale umano e uso di internet”, Trento per i “servizi pubblici digitali” e la regione Lazio per “connettività”. Per l’area “integrazione delle tecnologie digitali”, con i dati ripartiti per aree geografiche, il nord-est ha la migliore performance.  Il Veneto ha la più alta quota (71%) di comuni con servizi locali digitalizzati ed è fanalino di coda sull’uso dei social e delle videochiamate.

Un’altra ricerca, (ICity Rank 2021), che analizza i processi di trasformazione e le strategie di intervento delle amministrazioni locali, è stato presentata nel mese di novembre dello scorso anno al Forum della Pubblica Amministrazione (FPA)

L’indice (media aritmetica e sintesi di 36 indicatori basati su 130 variabili) analizza la disponibilità online dei servizi pubblici, la disponibilità di app di pubblica utilità, l’integrazione delle piattaforme digitali, l’utilizzo dei social media, il rilascio degli open data, la trasparenza, l’implementazione di reti wifi pubbliche e la diffusione di tecnologie di rete.

Firenze (capoluogo più digitale d’Italia) in ordine di graduatoria assieme a Milano, Bologna, Roma Capitale, Modena, Bergamo, Torino, Trento, Cagliari e Parma rappresentano le 10 città che hanno avviato processi di innovazione e di trasformazione digitale significativi. A seguire Reggio Emilia, Palermo, Venezia, Pisa, Genova, Rimini, Brescia, Cremona, Prato, Bari, Bolzano e Verona che hanno ottenuto buoni risultati sugli indici settoriali. Venezia si colloca al 13 posto.

I rapporti rilevano la frattura tra nord e sud, le scarse risorse destinate alla trasformazione digitale, le carenze del capitale umano e delle competenze dovute al blocco del turnover del personale delle amministrazioni pubbliche fino al 2019   (riduzione del – 25% delle risorse umane), tutte condizioni che peseranno nel processo di transizione e ripresa del nostro paese.

La pandemia covid-19, anche in ragione della crisi economica e sociale, ha accelerato sul digitale in Europa e in Italia.

L’Europa ha definito, nel Green Deal, la nuova strategia di crescita per affrontare le minacce derivanti dai mutamenti climatici, dal degrado ambientale, dalla pandemia e  avviare l’Europa verso una società climaticamente neutra, equa e prospera.

Il quadro finanziario pluriennale adottato a sostegno delle nuove politiche di crescita e sviluppo di circa 2000 miliardi di € a prezzi correnti, è composto per 1.200miliardi di € dal bilancio pluriennale 2021–2027 e 807 miliardi di € dal piano di ripresa e resilienza Next Generation EU (NgEU).

Gli impegni assunti a prezzi correnti sono ripartiti tra:

  • Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza – 723,8 miliardi di € di cui prestiti 385,8 miliardi di € e di cui sovvenzioni di 338 miliardi di €;
  • Ulteriori stanziamenti per 83 miliardi di € tra cui Orizzonte Europa (ricerca e   fascia alta), REACT-EU (assistenza per la coesione e i territori), fondo per una transizione giusta verso la neutralità climatica (JTF)

Il 12 febbraio 2021 il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno approvato il Regolamento (UE) 2021/241 del “Dispositivo per la ripresa e la resilienza” stabilendo assieme al finanziamento, alle forme di finanziamento e alle regole di erogazione gli assi strategici della ripresa: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale.

L’Italia per recuperare sul digitale ed affrontare l’emergenza sanitaria,  ha legiferato con provvedimenti e norme in materia.

Nel 2020 il DL n. 76/2020“Misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale” convertito con Legge n. 120/2020  (modifiche e integrazioni al D.Lgs. n. 82/2005 “Codice dell’Amministrazione Digitale”) ha prodotto alcune novità di rilievo quali:

  • lo sviluppo e l’attivazione della identità digitale attraverso tre modalità di accesso online ai servizi pubblici che sono: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di identità elettronica), TS-CNS (Tessera Sanitaria – Carta Nazionale dei Servizi);
  • PagoPA – la piattaforma per i pagamenti a favore della Pubblica Amministrazione, grazie al quale tutti i pagamenti effettuati da cittadini e imprese verso le diverse tipologie di Ente pubblico si stanno adeguando alle regole definite dall’Agenzia per l’Italia Digitale. Le transazioni registrate nel 2021 sono circa 182 milioni per un controvalore economico di quasi 34 miliardi €. I comuni che hanno aderito alla piattaforma son 7860;
  • App Io – applicazione per smartphone, tablet e pc unico punto di accesso per tutti servizi digitali a disposizioni di cittadini ed enti dove oggi è già possibile ricevere la Certificazione Verde COVID-19 (Green Pass). Alla funzione Portafoglio sono elencati i pagamenti effettuati con pagoPA.  

Un esempio è dato dal Ministero della Pubblica Istruzione con il servizio Pago in rete disponibile su app Io che consente a 3,7 mila scuole statali di gestire il pagamento della mensa scolastica.

Per il Bollo Auto i pagamenti sono stati circa 120 milioni. Altra novità di rilievo è in arrivo nella sezione Portafoglio, come metodo di pagamento, PayPal. Infine nel 2021 l’app è stata scaricata per 15,3 milioni di volte, mentre i comuni aggiunti sono stati circa 7000 che hanno messo a disposizione 80 mila nuovi servizi online.

ANPR – è, la banca dati nazionale della popolazione residente nella quale sono confluite le anagrafi comunali e l’archivio nazionale informatizzato dei registri di Stato civile. Dal 15 novembre 2021 i cittadini iscritti all’anagrafe potranno scaricare 14 certificati anagrafici per proprio conto o per un componente della famiglia online senza recarsi allo sportello e gratis. Dal 1 febbraio per 31 comuni italiani è possibile fare il cambio di residenza online. Dopo la sperimentazione, prevista per due mesi, la procedura sarà estesa a tutti i comuni con accesso dal portale del Ministero dell’Interno ([1] ). Infine le future   implementazioni dei sistemi interoperabili di ANRR, Regioni, Tessera Sanitaria, Agenzia delle Entrate consentiranno in via telematica di trasmettere gli atti al comune, di chiedere l’attribuzione del Codice Fiscale, di scegliere il medico pediatra, di chiedere la tessera sanitaria.

Nel 2021, in attuazione del dispositivo di ripresa e resilienza europeo, il Governo, a conclusione del dibattito parlamentare, ha trasmesso alla Commissione Europea il “Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Italia (PNRR)” che con Decisione di esecuzione del Consiglio Europeo è stato approvato il 13 luglio 2021 consentendo l’erogazione di un prefinanziamento di 24,9 miliardi di €.

L’altro atto rilevante nel 2021  è il Decreto n.77 “Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza  e disposizioni in tema accelerazione e snellimento delle procedure e di rafforzamento della capacità amministrativa” che fissa le responsabilità di indirizzo del Piano in mano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Cabina di regia, la Segreteria tecnica, l’Unità per la razionalizzazione e il miglioramento dell’efficacia della regolazione, il Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, il Servizio centrale del PNRR di monitoraggio e rendicontazione affidato al Ministero dell’economia e delle finanze (MEF).

Il PNRR, predisposto sulle linee guida della Commissione Europa, intende favorire la ripresa con il 37,5 % degli investimenti per gli obiettivi climatici e il 25,1% per la transizione digitale.

La strategia conferma le tre direttici del Dispositivo europeo: Digitalizzazione e innovazione, Transizione ecologica, Inclusione sociale.

Lo stanziamento di fondi, nell’ambito di Next Generation EU, ammonta a 235 miliardi di € così ripartiti: 68,9 miliardi sovvenzioni a fondo perduto; 122,6 miliardi di prestiti; 13 miliardi di React EU( risorse aggiuntive dal fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) dal Fondo sociale europeo ( FSE), dal Fondo europeo per gli aiuti agli indigenti /Fead) e dal Fondo per l’occupazione giovanile (YEI); 30,6 miliardi di € del fondo complementare finalizzato alla riduzione dei divari territoriali, generazionali e di genere(integrazione con ulteriori risorse nazionali per vari interventi tra cui piattaforma cittadinanza digitale, notifiche digitali, ecosistemi per innovazione al sud, rinnovo flotte, bus, treni, linee regionali, strade sicure, investimenti sul patrimonio culturale, salute ambiente e clima ecc…) ([2])

L’erogazione dei fondi avverrà su base semestrale con 10 rate fino al 2026 nel rispetto della tabella di marcia degli obiettivi da raggiungere a certe scadenze. Ovvero, ogni misura contenuta nel PNRR deve essere completata rispettando un rigido programma temporale che prevede il raggiungimento di scadenze intermedie e finali. Queste si suddividono in obiettivi (milestone) e traguardi (target), i primi caratterizzati da criteri qualitativi mentre i secondi da criteri quantitativi.

La diversità degli obiettivi concentrerà nei primi anni le milestone (riforme – atti normativi) che precedono cronologicamente i target che si realizzeranno negli ultimi due anni.

L’articolazione del piano prevede 6 missioni,16 componenti, 63 riforme, 134 investimenti e 527 traguardi e obiettivi. Le Missioni sono:

  • Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo;
  • Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica;
  • Missione 3 – infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  • Missione 4 – istruzione e ricerca;
  • Missione 5 – inclusione e coesione;
  • Missione 6 – salute.

Per la Missione 1, che con la missione 2 costituisce la maggior parte degli impegni per “Italia digitale 2026” con l’obiettivo di modernizzare il digitale delle infrastrutture di comunicazione del Paese nella Pubblica Amministrazione, del sistema produttivo e del turismo e cultura, la dotazione finanziaria è di 49,86 miliardi – di cui 40,32 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, 8,74 miliardi dal Fondo complementare e 0,80 dal React EU.

Il bilancio del crono-programma del PNRR, illustrato dal Presidente del Consiglio Mario DRAGHI nella conferenza di fine anno, è positivo con il raggiungimento dei 51 traguardi e obiettivi previsti per il 2021 che consentiranno alla Commissione Europea dopo la verifica sui risultati, se confermati, l’assegnazione della prima rata di circa 24 miliardi di €.

Per la Missione 1 si sono raggiunti i seguenti traguardi:

  • Riforme: legislazione primaria sulla governance del PNRR – legislazione primaria sulla semplificazione delle procedure amministrative per l’attuazione del PNRR – decreto sulla semplificazione del sistema degli appalti pubblici;
  • Investimento; legislazione primaria per fornire assistenza tecnica e rafforzare la creazione di capacità per l’attuazione del piano.

In sintesi si può affermare che il PNRR è il piano di investimenti più rilevante e significativo della storia repubblicana con una struttura gerarchica per politiche, assi, missioni, componenti, riforme e investimenti di non facile lettura e un governance centralizzata con poteri di indirizzo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La funzione consultiva è stata istituita con il Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale a cui partecipano i rappresentanti delle parti sociali, del Governo, delle Regioni, delle Province autonome, degli Enti locali, di Roma capitale, delle categorie produttive e sociali, del sistema dell’università e della ricerca, della società civile e delle organizzazioni della cittadinanza attiva.

Per i comuni e le città la fase della progettazione del piano e la pubblicazione dei primi bandi sono stati motivo di polemiche e protese per la complessità delle operazioni e per le carenze di personale.

Le prossime scadenze dovranno ristabilire nuovi rapporti tra governance nazionale e territori considerando che la vita della città è oggi ridefinita dalle nuove tecnologie e da flussi di bit e byte prodotti dello smartphone, dalla connessione ai social network, dagli acquisti online ecc.., analizzati da software e algoritmi che elaborano tendenze, statistiche utili a livello produttivo finanziario ed economico. Questa enorme banca dati concorre alla trasformazione digitale della città che al tempo stesso è priva delle competenze necessarie per dominare il processo di trasformazione in atto. In questo contesto, l’economia ha subito una forte dematerializzazione diventando economia della conoscenza e producendo valore attraverso l’utilizzo del dato come unica risorsa in grado di analizzare e di gestire la complessità.

Su questa base la complessità delle città e della autonomie locali può risolversi non solo sul versante tecnologico, con nuovi servizi online, cloud, open data ecc.. per recuperare i ritardi accumulati ma anche e soprattutto attraverso una governance territoriale espressione di una gestione cooperativa di allocazione delle risorse funzionale e ad una distribuzione territoriale di infrastrutture e servizi. Vanno in questa direzione le aggregazioni territoriali, i centri di competenze per l’elaborazione dei fabbisogni, priorità sociali, alleanze, leve finanziarie e partenariato pubblico privato.

In definitiva un PNRR come strategia di crescita del Paese che riparte dai territori dalle città. E’una occasione unica irripetibile


[1] ) https://www.anagrafenazionale.interno.it/servizi-al-cittadino

[2]) Fonte “ITALIA DOMANI” – https://italiadomani.gov.it/it/home.html

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