Il Digital Divide

Il digital divide è il divario tecnologico, sociale e culturale tra chi può interagire e utilizzare gli strumenti tecnologici con internet e chi non è in grado o non può. Nel nostro paese alcune ricerche hanno da tempo evidenziato che l’uso delle tecnologie negli over 65 è influenzato dal basso livello di istruzione e dal basso reddito con l’impossibilità di dotarsi di un computer, di uno smartphone, di un tablet e di una stampante. I rapporti ISTAT e INPS, su redditi e povertà, confermano le cause del divario tecnologico attraverso le seguenti statistiche: 16,4 milioni di italiani (27,3% della popolazione) sono a rischio povertà;in povertà assoluta sono 5,6 milioni ( 9,4% della popolazione);12,6 milioni di pensioni erogate (70% sul totale) sono di importo inferiore a 1000 €;10,9 milioni di pensioni sono inferiori a 750 €;il Reddito di cittadinanza è stato percepito a marzo 2021 da 1.343.624 nuclei familiari (persone coinvolte 3.238.031) importo medio 582 €, mentre i percettori della Pensione di Cittadinanza sono stati 140.820 (persone coinvolte 159.672) importo medio di 269 €.
L’emergenza coronavirus, le restrizioni e le chiusure delle attività, assunte dal Governo, con milioni di lavoratori e studenti costretti a proseguire le attività in  smart working,  hanno messo altresì in evidenza che la problematica del digital divide non investe solo le fasce deboli ma anche gli addetti nei processi produttivi, nel lavoro,  nella scuola,  nel welfare e nei territori. Dopo 40 anni dalla realizzazione del primo “PC” personal computer IBM (1981) e del World Wide Web (letteralmente “rete di grandezza mondiale”), lo scenario digitale del 2021 mette in luce la dimensione e la diffusione che le nuove tecnologie e la rete hanno assunto a livello mondiale con lo sviluppo dell’internet mobile, dei social network, dei servizi di messaggistica (whatsapp e non solo), di IoT (Internet degli oggetti) dei servizi di streaming (Netflix,
Spofity ), dell’e-commerce, dei videogame,  dei  servizi di cloud e dei big data (analisi di grandi volumi di dati per le strategie d’impresa) e dell’Intelligenza Artificiale Sul fronte utenti la diffusione dei servizi digitali è confermata da alcuni dati:i siti web su internet sono circa 1,83 miliardi; Google elabora ogni giorno 7 miliardi di interrogazioni per ricerche: l’utilizzo di Internet avviene per il 53% con dispositivo mobile; Face Book ha 2,27 miliardi di utenti; Instagram 1 miliardo; nella messaggistica mobile WhatsApp ha raggiunto 2,0 miliardi di utenti mensili nel mondo; Amazon ha il 49% di tutte le vendite online; le vendite previste di  e-commerce per il 2021 raggiungeranno 4.9 miliardi di dollari; i dispositivi mobili rappresentano oltre la metà di tutto il tempo che trascorriamo online; A livello di imprese dal report sulla digitalizzazione delle imprese della BEI (Banca Europea degli investimenti) emerge che il 37% delle società nell’UE non ha ancora applicato nessun tipo di tecnologia digitale contro il 27 % negli USA.  In Italia l’ISTAT, con il censimento “digitalizzazione/ tecnologia/innovazione” del 2019, ha accertato che gli investimenti significativi delle imprese italiane sono su connessione a internet e cyber-security mentre per le tecnologie applicative solo il 10% circa ha investito risorse. Sul lavoro, la crescita dell’economia digitale ha prodotto e produrrà una riorganizzazione del ruolo del lavoro nella società. L’ultimo rapporto  dell’OIL (Organizzazione Internazionale del lavoro) sulle “Prospettive occupazionali e sociali nel mondo 2021” rileva che: le piattaforme di lavoro digitali nel mondo sono quintuplicate negli ultimi dieci anni;le sfide per i lavoratori generate dalle piattaforme digitali, anche in ragione del covid-19, riguardano le condizioni di lavoro, la regolarità del lavoro, la mancanza di accesso alla protezione sociale, la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione collettiva; la regolazione dell’orario di lavoro e della remunerazione (attualmente remunerato con 2 € l’ora); la maggiore penalizzazione delle donne.
L’esito della rivoluzione digitale, con il passaggio da una tecnologia elettronica analogica a tecnologie elettroniche digitali, è una metamorfosi epocale che in pochissimi anni ha trasformato e continuerà a trasformare il mondo non solo nella comunicazione ma anche nel modo di vivere e di lavorare L’Italia è un paese poco digitalizzato rispetto ai paesi europei già rilevato dal DESI (indice digitale dell’economia e della società) della Commissione Europea e dal BES (rapporto sulle competenze digitali prodotto dall’Istat). Le cause sono dovute alle molteplici divisioni che lo caratterizzano: geografica (Nord. Centro, Sud), demografica (invecchiamento popolazione), culturale (rapporto con la modernità e l’innovazione), lavorativa (occupati, disoccupati, precari partite iva ecc), produttiva (competizione, innovazione, dimensionamento, ricerca sviluppo). Per questa complessità del paese è mancato, negli ultimi 20 anni, un cambiamento culturale, una visione d’insieme su infrastrutture, competenze, tecnologie, conoscenze e formazione, unica in grado di gestire i complessi processi economici sociali produttivi della rivoluzione digitale. La pandemia-covid 19 ha messo in evidenza i ritardi e le fragilità del Sistema Sanitario mettendo al tempo stesso in chiaro il ruolo di strumento primario che la digitalizzazione può avere per la trasformazione della sanità e del paese. Per recuperare il tempo perduto nel corso degli ultimi due anni sono stati approvati Decreti e Provvedimenti per accelerare il processo di digitalizzazione. Nel 2020 è stato approvato il Decreto-Legge “Semplificazione e Innovazione digitale” (DL n. 76/2020) convertito nello scorso luglio con Legge n. 120/ che ha modificato e integrato  il D.Lgs. n. 82/2005 “Codice dell’Amministrazione Digitale” inerente il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione al fine di rendere effettivo il diritto di cittadinanza (identità, domicilio, accesso ai servizi online delle pubbliche amministrazioni e pagamento online).   L’illustrazione per l’attivazione delle identità digitali è consultabile negli allegati: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) – ALLEGATO 1CIE (Carta di Identità Elettronica) – ALLEGATO 2 Il numero delle identità SPID erogate al 3 agosto scorso è di23.382.865 Le Carte di Identità Elettroniche (CIE) al 28 agosto sono 23.001.777         Nel 2021 altra novità è l’art 38 del Decreto Legge 31 maggio 2021, n. 77 modificativo del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) attraverso l’introduzione dell’art. 64 ter “Sistema della Delega (SGD)” che dà la possibilità a chiunque di delegare l’accesso a uno o più servizi a un soggetto  titolare  dell’identità digitale di cui all’articolo 64, comma 2-quater, con livello di sicurezza  almeno significativo. Anche l’INPS con Circolare n° 127 del 12-08-2021 ha previsto l’utilizzo della delega per i cittadini impossibilitati ad utilizzare in autonomia i servizi online. La richiesta può essere fatta direttamente dal delegante presso le strutture territoriali dell’INPS esibendo la documentazione necessaria ( consultabile su https://www.inps.it/news/servizi-on-line-introdotta-la-delega-dell’identita’-digitale) L’atto tuttavia rilevante e decisivo, assunto in corso d’anno, per ricostruire un percorso di crescita sostenibile e favorire la ripresa del nostro paese a seguito della pandemia, è il programma (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) elaborato dal Governo per investire i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea (che ammontano complessivamente a 235,12 miliardi di €) nell’ambito del Next generation Eu. Per la “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura” ( 1^ missione), il Piano stanzia 49,86 miliardi assegnati per 11,15 miliardi alla digitalizzazione innovazione e sicurezza della Pubblica Amministrazione, 39,57 miliardi alla digitalizzazione innovazione e sicurezza del sistema produttivo. Senza facili ottimismi si può affermare che trattasi di occasione unica per il paese che deve coinvolgere tutti gli attori istituzionali, politici, sociali ed economici per un patto che assuma e definisca una strategia responsabile e condivisa di rinascita del paese.   I mutamenti della rivoluzione digitale e delle nuove tecnologie, che attraversano il nostro quotidiano e la nostra vita, non ancora colti nella loro portata, continuano ad essere trattati in ambito specialistico e degli addetti ai lavori.  Nella realtà i nuovi meccanismi e processi regolativi di ordine economico tecnico sociale normativo prodotti dalle nuove tecnologie hanno indebolito le tradizionali forme di organizzazione sociale. La CGIL, in ragione della destabilizzazione e dello sconvolgimento prodotto dalla digitalizzazione, è riuscita, per il suo radicamento organizzativo ed essere nella storia del paese una forza del cambiamento, a mettersi in gioco per essere parte in causa della trasformazione con un’azione contrattuale e sociale che le nuove sfide della quarta rivoluzione industriale pongono al sindacato e all’intero paese. In concreto l’azione si è sviluppata su vari fronti quali; le categorie più interessate dalle nuove tecnologie, le ricadute negative prodotte dalla globalizzazione e dalla rivoluzione digitale sull’intero sistema produttivo  la contrattazione sociale sul territorio a tutela della fasce deboli, a rischio povertà e anziani.   Va  in questa direzione l’azione svolta durante la pandemia per garantire sicurezza nei posti di lavoro, per gli ammortizzatori con la cassa integrazione e i ristori per gli assegni e bonus a precari e partite iva. Sul terreno del sociale a tutela delle fasce deboli, dei non autosufficienti e degli anziani a Venezia lo SPI CGIL Metropolitano e le Leghe SPI  hanno avviato la contrattazione sociale nei territori pervenendo ad intese e accordi con le amministrazioni locali. Nell’anno in corso ha avviato, con l’erogazione dei servizi online dei comuni, assistenza ai cittadini e pensionati per l’accesso con SPID   In definitiva per il sindacato e la CGIL stare nei contesti produttivi e sociali vuol dire riconquistare lo spazio agente sociale e comprendere la portata [1]della sfida in atto.          

ALLEGATO 1

L’accesso ai servizi online della pubblica amministrazione è consentito ai cittadini e alle imprese attraverso l’identificazione elettronica SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) normato dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) che è il Testo Unico riguardante l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione, Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modifiche.L’identità digitale è composta da una coppia di credenziali (username e password), strettamente personali.
  Chi può richiedere lo SPID I cittadini italiani che hanno già compiuto i diciotto anni e siano dotati di: Un documento di riconoscimento valido (carta d’identità, passaporto, patente o premesso di soggiorno);La tessera sanitaria e un codice fiscale valido;Un numero e telefono cellulare;Un indirizzo di posta elettronica (e-mail) Come si ottiene lo SPID L’identità e autenticazione digitale è rilasciata da soggetti privati autorizzati dallo Stato tramite l’Agenzia per l’Italia digitale. Si può scegliere, in ragione del costo, della complessità e sicurezza tra: Aruba, Infocert, Intesa, Namirial, Poste, Register, Sielte, Tim e Lepida. Il costo è gratuito solo per Poste. Come si accede con SPID ai servizi della Pubblica Amministrazione Gli operatori privati offrono livelli di sicurezza e complessità da scegliere tra: Primo livello: utilizzo di username e password abbinate Secondo livello: oltre username e password l’utilizzo di una seconda password per una sola volta (OTP) detta anche password usa e getta; Terzo livello: è quello con il più alto grado di sicurezza che richiede dispositivi ulteriori per lettura codici e firma digitale.

ALLEGATO 2

CIE’ e’ l’acronimo della carta d’identità digitale che sostituisce quella cartacea rilasciata ai cittadini italiani e stranieri (UE o extra-UE) ed è anche titolo di viaggio valido oltre che per i paesi UE anche per quelli con i quali lo Stato italiano ha firmato specifici accordi.
Come si richiede CIE La CIE si richiede per il primo rilascio, per smarrimento, per danneggiamento, per prossima scadenza o perché scaduta attraverso: • la prenotazione di appuntamento su https://www.prenotazionicie.interno.gov.it” compilando tutte le informazioni richieste; • la prenotazione di appuntamento, nel caso in cui il comune non utilizzi la piattaforma del Ministero dell’Interno, sul sito comunale; • la presentazione di fototessera, tessera sanitaria, codice fiscale, la denuncia presso gli organi di polizia nel caso di smarrimento, furto, la consegna di quella danneggiata, scaduta o che sta per scadere.   La consegna avverrà con raccomandata, dopo circa 6 giorni, presso il proprio domicilio o in alternativa presso l’Ufficio Anagrafe del Comune. La nuova carta avrà un codice PIN per l‘accesso ai servizi online- Come si accede ai servizi con CIE 1 mediante computer a cui è collegato un lettore di smart card contactless per la lettura della CIE. Per il funzionamento della CIE si installa il “Software CIE“; 2 mediante smartphone dotato di interfaccia NFC e dell’app “Cie ID” e con lo stesso si effettua la lettura della CIE; 3 mediante computer e per la lettura della CIE, senza lettore smart card contactless, si utilizza il proprio smartphone dotato di interfaccia NFC e dell’app “Cie ID“.

Digitale News

  • Zuckerberg investirà un miliardo di dollari entro il 2022 per i creatori di contenuti in grado di conquistare un ampio pubblico e ampliare le community di Instagram e di Facebook:
  • Microsoft entro fine anno presenterà Windows 11 una piattaforma con nuove funzioni e grafica che integra le app dello smartphone e i sistemi di pagamento
  • TikTok, (il social di videosharing) e Shopify (la piattaforma di e-commerce)  hanno raggiunto un accordo per sperimentare lo shopping in-app.

Glossario Digitale

  • Internet è l’infrastruttura su cui si basano tutte le comunicazioni che avvengono online. È quella che contiene tutti i dati che poi vengono trasportati da un dispositivo all’altro quando visualizziamo una pagina nel nostro Web browser
  • Web è un software un programma installabile su pc, tablet e smartphone che permette di accedere a contenuti ipertestuali, video disponibili su
  • Browser
  • GDPR acronimo di General Data Protection Regulation, è il regolamento UE n. 2016/679 in materia di Privacy sul trattamento e protezione dati personali.

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