Lo SPI CGIL lancia l’appello “Accelerare la programmazione dei Piani di Zona”. In ballo oltre 150 milioni per gli anziani della Provincia

Nella prima ondata del contagio, Venezia è stata fra le Province più colpite del Veneto, tanto da registrare una impennata dei decessi con l’apice a marzo (più 16% rispetto allo stesso periodo del 2019), aprile (più 26,7%) e maggio (più 9%). Cosa deve fare ora la Sanità veneziana per contenere la seconda ondata e controllare un virus che, a detta dello stesso presidente Luca Zaia, non darà tregua fino ad aprile? Ed è proprio alla luce di queste considerazioni, la pressante richiesta del Sindacato Pensionati Cgil del Veneto e di Venezia, di veder accelerare la programmazione dei Piani di Zona Straordinari, strumenti che – al di là dei tecnicismi – mettono a disposizione degli anziani lagunari oltre 150 milioni di euro e il cui utilizzo servirebbe a rafforzare in primo luogo la Medicina di Territorio, vero anello debole della Sanità veneta in questo drammatico periodo.

Da mesi – ricorda Renato Bressan, della Segreteria Spi Cgil del Veneto – il Governo ha finanziato con più di 400 milioni di euro la Regione Veneto per la realizzazione delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca), per gli infermieri di famiglia, le liste di attesa, le assunzioni del personale medico/infermieristico e per l’aumento dei posti letto in terapia intensiva e sub-intensiva. Interventi sui quali, secondo noi, siamo ancora indietro. A tale scopo, chiediamo di agire altresì attraverso i Piani di Zona, che contemplano una programmazione socio sanitaria su più aree: famiglia, anziani, disabilità, dipendenza, salute mentale, povertà”.

Per gli anziani del Veneziano, come sopracitato, ci sono a disposizione circa 150 milioni di euro suddivisi – per il territorio dell’Ulss3 Serenissima – in 60 milioni ai Distretti 1 (Venezia) e 2 (Mestre, Marcon, Quarto d’Altino), 25 milioni al Distretto Mirano-Dolo e 10 milioni al Distretto di Chioggia. Per il Distretto Veneto Orientale – di competenza dell’Ulss4 – lo stanziamento è di circa 56 milioni di euro. “Con queste risorse – afferma Daniele Tronco, Segretario generale SPI Cgil Metropolitano Venezia – “si può puntare al rafforzamento della Medicina di Territorio che nella nostra Regione, al di là degli annunci e delle promesse, sta oltremodo mostrando tutti i suoi limiti. Assistenza domiciliare, medici di base, visite, consulenze, assistenza domiciliare integrata, prese in carico. Queste, le tematiche che interessano i cittadini del Territorio provinciale, soprattutto quelli più anziani – davvero molti nella Città d’acqua – ai quali garantire un accesso alle cure tempestivo ed efficiente. In questi giorni, tante persone ci raccontano addirittura di non riuscire neppure a contattare per telefono le strutture preposte. Queste cose non devono succedere. In questo contesto anche i Sindaci, compreso quello di Venezia, debbono riacquisire un ruolo propositivo nel Territorio.”