Lotta al Covid-19, valutazioni e prospettive

Stralcio di un articolo di Francesca Benvegnù, responsabile del Dipartimento Socio sanitario SPI CGIL Metropolitano.
“…libertà e autocontrollo: assistiamo ancora in questi giorni!, alle soglie del periodo natalizio del 2020 che passerà alla Storia, a comportamenti che contribuiscono a mantenere l’epidemia Covid-19 a livelli sempre meno sostenibili, per tutto il sistema Paese. Parlo di tutti i comportamenti: individuali, di categorie e purtroppo della Politica. Sono sostenuti da motivi che sono in parte oggettivi e ineliminabili, come la non conoscenza completa dell’infezione e l’assenza di armi letali contro il virus o la necessità di una socialità residua, che è motore necessario alla Società e allo Stato.
Ma esistono comportamenti pericolosi, che sappiamo già dannosi per gli uomini e favorevoli al contagio, ai quali sembra che non sappiamo o peggio non vogliamo rinunciare. Eppure la terza ondata, che sarà drammatica, è alle porte e non pare che la maggioranza del Paese la tema abbastanza. Sarebbe caratterizzata da un aumento della mortalità totale e invalidità al lavoro, non solo Covid; dallo sfascio del sistema sanitario e del welfare del Paese e, al suo apice, anche da rischi per legalità e di conflitti civili.
E qui sottolineo che dobbiamo fare uno sforzo e rinuncia collettiva adesso, per scongiurare un più lungo e alternante periodo d’ansia collettiva, fonte di sofferenza psichica, che avrà conseguenze nel dopo-Covid. Perché ci andiamo incontro senza tirare il freno e invertire la marcia con totale determinazione e collaborazione, come farebbe qualsiasi comunità “sana” che sapesse di correre verso un baratro inesplorato?
Ce lo diranno gli studi sulle varie dinamiche economico-politiche e socio-antropologiche, se arriveremo a quel punto, ma oggi tale prospettiva comporta, ma subito, che ciascun individuo, famiglia, gruppo sociale, categoria di potere fra politici e media, interiorizzi e risolva il conflitto fra libertà e autocontrollo (anche etico) delle loro azioni.
Se è vero che nel Nord-est, in passato citato come avanguardia delle politiche socio-sanitarie, il contagio e i morti sono ancora in crescita al 28 Novembre 2020, e che solo il 43% degli italiani si farà vaccinare contro il Covid (statistica di questi gg.), questi dati numerici descrivono una insufficiente consapevolezza rispetto al rischio pandemico; se tutto ciò si conferma anche nei prossimi giorni, per inazione della Politica e/o scelleratezza di alcuni cittadini o gruppi di pensiero integralista, allora il problema è molto serio e chiunque lo aggravi assume una responsabilità sociale ed etica gigantesca.
Siamo proprio così ciechi? No, tra gli sconcerti appare anche una buona parte della collettività nazionale che è ben orientata, e qualcosa di veramente buono succede qua e là, in singoli comuni o Asl o ambienti speciali come associazioni di solidarietà, prendiamo buon esempio e perseveriamo, con lo spirito dei pionieri che fummo sempre nella Storia. Francesca Benvegnù 29.11.20