Pandemia: quale impatto su disturbo da gioco d’azzardo e violenza sulle donne?

“E’ un lavoro, che noi dello SPI Metropolitano di Venezia abbiamo avviato da anni attraverso il nostro Dipartimento Socio sanitario, con interventi, dibattiti, iniziative. Siamo oltremodo interessati a questa tematica, soprattutto perché il disturbo del gioco d’azzardo interessa molti anziani e anziane e anche perché abbiamo una rete territoriale di Leghe SPI con un centinaio di Collaboratori, che tutelano e sostengono pensionati e cittadini, anche in questa fase di pandemia e con tutte le misure anti Covid previste, nel cercare di dare risposte alla richieste. C’è poi l’intreccio con la violenza, con fenomeni molto accentuati. Con questa iniziativa, vorremmo fare una una fotografia più vicino possibile con l’aiuto delle operatrici e degli operatori, avendo noi un ruolo di sostegno e di indirizzo alle strutture preposte. Ringraziamo quindi l’ULS 3 per averci dato questa possibilità.”
Queste le parole con cui Daniele Tronco, Segretario generale SPI CGIL Metropolitano Venezia, ha aperto l’iniziativa di AgoràSPI – spazio virtuale di democrazia reale – dal titolo “Pandemia: quale impatto su Disturbo da gioco d’azzardo e violenza sulle Donne?”, organizzata in diretta Facebook sulla pagina dello SPI, iniziativa che ha visto il susseguirsi dei qualificati interventi delle Operatrici e Operatori dei Servizi dell’ULS3 competenti, mirati a sviscerare questa complessa problematica da molti punti di osservazione, a partire dall’esperienza concreta della pratica quotidiana.
A seguire, l’intervento di Fabio Malaspina, Segretario generale SILP CGIL Veneto, di Rosanna Bettella, responsabile del Coordinamento Donne SPI CGIL Veneto – che ha sottolineato la differenza tra uomo e donna nella dipendenza da gioco – e di Loredana Angelino, responsabile del Coordinamento Donne SPI CGIL Metropolitano: “…prendiamo questo incontro come un inizio…”.
Le conclusioni sono state a cura del Segretario SPI, Daniele Tronco: “…noi siamo Sindacato, facciamo tutela previdenziale, ma siamo anche parte di un mondo più ampio…”