Territorio veneziano: meno abitanti e sempre più anziani. Tronco: ripristinare la cultura della legalità per recuperare risorse preziose

Quasi una città come Reggio Emilia, Parma, Perugia o Padova. Sono infatti circa 189 mila gli abitanti in meno, relativamente ai dati del 2019 nel nostro Paese pubblicati dall’ISTAT. Ma il trend dello spopolamento è una costante, se pensiamo che dal 2014 è come se fosse stata cancellata una intera regione come la Basilicata.
E nel Veneziano? Secondo i dati ISTAT elaborati dallo SPI CGIL del Veneto, nello stesso periodo il nostro Territorio ha perso quasi 6.200 abitanti ( pari a un Comune come Teolo) dei quali 2.500 solo nel 2019, arrivando a 851.663 con una perdita della forza lavoro di circa 10.000 persone attive. Il differenziale tra nati e decessi nel 2019 è risultato pari a -3.916 nonostante il saldo migratorio positivo, ma non in grado di compensare il saldo naturale fortemente negativo.
Il problema va inquadrato quindi nella profonda modificazione della struttura demografica, legata soprattutto al rapporto tra giovani ed anziani, essendo ormai palese l’inversione dell’indice di invecchiamento avvenuta agli inizi degli anni 90. Dati alla mano, se nel 1982 nel Veneziano tale indice risultava di 59 anziani ogni 100 giovani, oggi risulta pari a 244, con un numero di ottuagenari quadruplicato, passato dai poco più di 16.000 ai quasi 65.000 attuali. Sempre secondo gli ultimi dati diffusi in questi giorni dall’ISTAT ed elaborati dal Sindacato dei Pensionati Cgil regionale, nel Veneto gli anziani over 80 sfiorano ormai quota 350 mila (di cui il 64% donne), fotografia di un territorio con una popolazione sempre più vecchia associata a un crollo delle nascite e a una diminuzione di abitanti.
«Ormai non si può più ignorare questa situazione – commenta Renato Bressan, della Segreteria regionale dello Spi Cgil del Veneto – la pandemia ci ha dimostrato chiaramente che non abbiamo ancora preso coscienza di quanto siano cambiati i tempi, con una inversione demografica che non può più essere ignorata. Agli inizi degli anni 90 abbiamo assistito ad una marcatissima inversione dell’indice di invecchiamento. Ora tutto è cambiato anche nella nostra Regione».
«Questi dati ci debbono far seriamente riflettere – sottolinea con forza Daniele Tronco, Segretario generale SPI CGIL Metropolitano Venezia – sulla necessità di una profonda modifica che riguardi anche e soprattutto le politiche fiscali del nostro Paese, nell’ampliare gli interventi di Welfare e di servizi mirati a una fascia di popolazione sempre più anziana e in difficoltà. Va ricordato – semmai ce ne fosse bisogno – che i lavoratori, gli anziani e i pensionati sono i soggetti primi da cui gli Enti pubblici dello Stato, a partire dai Comuni, ricavano le proprie entrate.

 Ma soprattutto – rincara Tronco – serve una vera svolta nel recuperare le ingenti risorse rappresentate da imposte non pagate pari, secondo i dati ISTAT nell’ultimo rapporto dello scorso anno, a ben 211 miliardi da economia non osservata ai quali si aggiungono altri 11 miliardi di contributi previdenziali non versati. Emerge quindi, con urgenza, la necessità impellente di ristabilire al più presto una cultura della legalità, proprio per reintrodurre il principio della giustizia fiscale, al fine di abbassare le tasse soprattutto alle fasce più deboli e indifese, nonché incentivare la ripresa del lavoro, elemento indispensabile per un Welfare adeguato ai bisogni.
 Il ripristino della legalità attraverso la lotta all’evasione – conclude Tronco – è una delle tante battaglie del nostro Sindacato, quotidianamente impegnato in prima linea nella difesa e nella tutela dei diritti degli anziani e dei non autosufficienti, cittadini ormai sempre più stanchi di pagare anche per chi si comporta in modo illegale. Lo SPI c’è.»